E, alla fine, dopo tanto scriviscrivi e spingispingi, pare che qualcosa abbiamo ottenuto. Una donna Presidente della Camera e “mai tante donne in parlamento” (“Mai un partito con tante donne in parlamento. È la mimosa del PD.” Chiosa Bersani dal suo profilo facebook)

Dovrei essere contenta,dovrei.

E invece sono a disagio.

Perché non mi piace quello che c’è dietro tutto questo scriviscrivi spingispingi. Non mi piace e lo trovo pericoloso.

Dietro, c’è l’idea che le donne debbano governare perché migliori degli uomini.

“La dignità femminile deve ora completare il suo cammino e candidarsi a governare il Paese. Facendo diventare senso civico diffuso e forza politica il suo umanesimo. La forza e l’originalità di tale umanesimo consiste nella capacità di “ricomposizione” delle diverse sfere della vita: il corpo e la mente; l’interesse e l’emozione, la cura dell’altro e l’investimento nella relazione umana e sociale. Tutto questo consente di mettere in campo un’arte del governare di cui le parole chiave sono: responsabilità, legami sociali, capacità di comprendere i problemi altrui, fare squadra, costruire alleanze, esercitare il potere come abilità nel fare e migliorare la vita dei cittadini. Queste abilità dovrebbero diventare il tratto distintivo delle donne che si candidano a governare. Dovrebbero costituire il cuore di un progetto condiviso di riforma della politica. Queste abilità peraltro sono quelle vincenti per promuovere innovazione e crescita in ogni settore produttivo e della ricerca scientifica. Per questo possiamo dire che le donne sono le più attrezzate di fronte alla crisi per costruire l’innovazione e il futuro”( http://www.partitodemocratico.it/doc/235040/lora-delle-donne-per-rinnovare-la-politica.htm )

E laddove ci siano donne che non rientrano in questo assioma è perché sono “portatrici di una progettualità maschile (governo Monti)” (http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2013/03/16/perche-boldrinipresidente-e-una-vittoria-delle-donne/)

Mi chiedo perché, ancora, io in quanto donna debba dimostrare di più di un uomo per avere accesso alle stesse posizioni. Non basta il curriculum? Non è sufficiente la professionalità, l’esperienza, la competenza?

Penso che sia molto triste e totalmente sbagliato che siano le donne stesse a giustificare la loro presenza con il possesso di maggiori, presunte qualità.

Ma c’è dell’altro. Questa corrente di pensiero non fa che sostituire uno stereotipo negativo (le donne sono inadatte per natura a governare) con uno positivo (le donne sono più capaci per natura a governare) e gli stereotipi sono quello contro cui il femminismo combatte da sempre perché sono il principale ostacolo all’autodeterminazione

“Quello che vediamo oggi, per quanto si voglia dargli dignità d’azione a partire dal fatto che coinvolge tante donne in buonafede, è infatti la totale antitesi del femminismo. E’ dunque l’Antifemminismo declinato da donne e culture che hanno assimilato due o tre parole d’ordine del femminismo e della lotta antisessista e le hanno ridefinite per portare tutte in piazza a celebrare i corpi sacri delle madri o di altre martiri.

Perché il Donnismo, per esistere, ha bisogno di martiri, di corpi morti da commemorare, e non di donne autodeterminate e non addomesticate che realizzino iniziative che non rispondano a “comportamenti standardizzati”.( http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/03/12/in-italia-si-pratica-il-donnismo-antifemminista-movimento-di-distrazione-di-massa/)

Io non voglio che qualcuno mi dica cosa sono in quanto donna. Non voglio che lo facciano gli uomini e non voglio che lo facciano le donne.

E non voglio neanche essere ridotta al mio ruolo biologico. Il fatto che io possa generare non mi rende inadatta a certi compiti ma non mi rende neanche migliore.

Voglio la possibilità per tutti, donne e uomini, di autodeterminarsi e scegliere chi essere attraverso un percorso che parta dal se contro tutti gli stereotipi.

Non siamo sulla strada giusta e quindi, no, non sono contenta.

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